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Lo Psicopedagogista si presenta come “figura di interfaccia interdisciplinare” tra la psicologia e la pedagogia (non potendo, per altro, tralasciare le intersezioni con le altre scienze umane). Ricorda un “connettore” tra  saperi, metodi, esperienze e pratiche che hanno come focus le questioni e i contesti educativi e formativi con una sensibilità verso gli aspetti psicologici ed evolutivi. Tale connessione facilita le relazioni tra mondi professionali e sistemi organizzativi caratterizzati da codici e pratiche diversi, con lo scopo di costruire linguaggi condivisi e condizioni utili agli interventi.

  

La formazione sia psicologica che pedagogica consente allo psicopedagogista di farsi “traduttore” delle valutazioni della psicologia per poterle trans-ducere e mediare nell’intervento educativo e formativo avvalendosi di metodologie psicoeducative, didattiche e relazionali a favore di tutti i soggetti coinvolti nell’organizzazione scolastica. In ogni caso, la dimensione scolastica può non essere l’unico campo di intervento dello psicopedagogista, che può essere coinvolto professionalmente anche in sistemi formativi e sociali nella loro accezione più ampia.

IL PROFILO DELLO PSICOPEDAGOGISTA
Fornasa W., Simonelli I., 2012 

E’ un conoscitore sia delle dinamiche psicologiche che pedagogiche,

un osservatore sistemico, un professionista in rete. Condizione imprescindibile, questa, per non incorrere nell’autoreferenzialità.

Può occuparsi anche di formazione nelle organizzazioni, orientamento e ri-orientamento scolastico, lavorativo, professionale e di tematiche inerenti le disabilità in ottica inclusiva.

(tratto da Fornasa W., Simonelli I., 2012 "Il ruolo dello Psicopedagpgista" su incarico dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia).

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